La famiglia Marcello: storia e aneddoti

‘Sono nato e cresciuto in questa villa. Prima attraverso la cura e gli insegnamenti della mia famiglia, poi in modo individuale e cosciente, sono stato conquistato dal suo fascino, denso di tradizione e insieme caldo e avvolgente. Dopo dieci anni passati altrove, per studio e lavoro, ho deciso di tornare qui, a casa, e dedicare i miei sforzi affinchè il suo splendore rimanga vivo e visibile ai nostri ospiti, desideroso di coinvolgerli nelle emozioni che ho provato e che provo.’
Jacopo Marcello

Le origini della famiglia

L’origine leggendaria della famiglia risale alla figura di Marco Claudio Marcello, comandante dell’Impero Romano, vincitore di Annibale e figlio adottivo dell’imperatore Ottaviano Augusto.

Da un punto di vista storico invece la presenza della famiglia Marcello nella vita sociale, culturale e politica di Venezia è documentata da oltre 1000 anni. Il principio documentale si ha il 20 Dicembre 982, quando venne sottoscritto da alcune decine di maggiorenti della città l’atto di donazione dell’isola di San Giorgio all’ordine Benedettino. Tra i firmatari figurano anche Pietro e Domenico Marcello, dai quali ha formalmente inizio la linea genealogica che giunge fino ai nostri giorni.

Il prestigio della famiglia crebbe nei tre secoli successivi fino a quando, nel 1297, il Maggior Consiglio (l’organo legislativo supremo di Venezia) dichiara definitivamente chiuso l’elenco delle famiglie che da quel momento in poi possono adire alle più alte cariche politiche, includendovi i Marcello (l’avvenimento è chiamato ‘Serrata’). Ciò equivale alla partecipazione ereditaria e di diritto al massimo organo decisionale e di potere di Venezia, riservato da quel giorno soltanto alle più potenti casate aristocratiche.

Nel corso del tempo, i Marcello si distinsero innanzitutto nel mestiere delle armi e della politica, dando alla Repubblica due Dogi, numerosi umanisti e famosi ammiragli (chiamati a Venezia ‘Capitani da Mar’).

Lo stemma della famiglia con sfondo blu e onda dorata

I Marcello che segnarono la storia di Venezia

1437-1438 | La folle impresa: navi veneziane attaccano dai monti

Nel XV secolo JACOPO ANTONIO MARCELLO, già grande umanista e mecenate, combatté valorosamente come ammiraglio veneziano contro i Visconti, signori di Milano. In quel tempo l’esercito milanese assediava numerose città venete e pareva impossibile contrastarlo via terra. I veneziani decisero allora di trasportare circa 30 navi attraverso le colline che separano l’Adige dal Lago di Garda pur di aggirare l’avversario e poter combattere sull’acqua, il loro ‘terreno’ preferito.
L’impresa era ardita ma il coraggio fu premiato: la flotta fu introdotta nel lago e navigando verso sud sorprese le truppe nemiche sbaragliandole a Peschiera. Jacopo Antonio, contrario all’ordine di fermare l’esercito a quell’attacco, inseguì poi  i Visconti in fuga fino alle porte di Brescia, che fu liberata nel 1438 dopo un lungo assedio.

1473-1474 | Sua Serenità, il Doge

NICOLO’ MARCELLO, dopo essere stato ambasciatore a Trebisonda e Bailo a Costantinopoli, divenne Procuratore di San Marco e il 13 Agosto 1473 fu eletto Doge. Durante il suo dogado, fu coniata una moneta che portava il suo nome (la Marcella) e che fu utilizzata per molti anni a seguire. Nei commerci la famiglia si specializzò nell’importazione della seta e dei damaschi con attività fiorenti in molte città d’oriente oltre a Costantinopoli. Curioso è a questo proposito il ritratto del Doge Nicolò dipinto dal Tiziano nel 1542 circa (ora ai Musei Vaticani) che lo rappresenta coperto di quei damaschi che lui stesso commerciava e che fece introdurre negli abiti dogali ufficiali.

1484 | Il comandante che non doveva morire

JACOPO MARCELLO, ammiraglio di lungo corso, guidò la flotta della Serenissima alla conquista della Puglia, morendo colpito da una bombarda durante la presa di Gallipoli nel Maggio del 1484.
Il suo carisma e l’ascendente che aveva sulle truppe erano tali che il suo corpo esangue fu tenuto ritto in piedi con delle picche in modo che l’esercito non si rendesse conto della sua morte e lo vedesse alla testa dell’armata sul ponte di comando fino al conseguimento della vittoria, che avvenne dopo tre assalti, l’ultimo durato otto ore.

1656 | La battaglia dei Dardanelli. Scontro finale tra veneziani e turchi

A due secoli di distanza LORENZO MARCELLO, comandante supremo della flotta veneziana nella sanguinosa battaglia dei Dardanelli (1656), riportò contro i Turchi la più importante vittoria che l’armata lagunare avesse conseguito dopo quella di Lepanto. Al comando di 24 galee e 20 vascelli, impedì all’armata turca di uscire dal Mar di Marmara bloccando lo stretto e quindi attaccò e sconfisse il nemico. Perse la vita nella violenta battaglia colpito da una cannonata sul ponte di comando. Anche in questo caso, e per lo stesso motivo, fu nascosta la sua morte alle truppe fino al momento della vittoria.

1686-1739 | Benedetto, instancabile e sublime compositore

Nella genealogia della famiglia emergono anche due noti musicisti, i fratelli Alessandro e BENEDETTO MARCELLO. Quest’ultimo, considerato l’iniziatore della musica moderna e definito al tempo “principe della musica sacra”, fu tra i più acclamati compositori e letterati della sua epoca, tanto che il conservatorio di musica di Venezia porta il suo nome. Benedetto non si dedicò esclusivamente alla musica ma svolse con impegno e successo anche le attività di scrittore, avvocato, insegnante, magistrato, provveditore a Pola e camerlengo a Brescia. Le sue opere più importanti sono l’imponente raccolta di 50 salmi, intitolata ‘Estro poetico-armonico’, diverse sonate per flauto, violoncello e clavicembalo e il celebre libello satirico ‘Il teatro alla moda’.

Link per l’ascolto
12 Sonate per calvicembalo, Op.3 (1712-17, Venezia) | Fernando De Luca, clavicembalo

Video
Storia di Ca’ Marcello e cenni sulla vita di Benedetto Marcello

I Marcello oggi

La famiglia Marcello è oggi composta da 59 membri, che risiedono ancora tra Venezia e l’entroterra veneto. Ca’ Marcello è abitata dal Conte Vettor e dalla sua famiglia, che si occupa esclusivamente del mantenimento e della valorizzazione di questa dimora.

Il figlio Jacopo è nato e cresciuto in questa villa ed è sempre stato conquistato dal suo fascino, pieno di tradizione e insieme luogo privato, caldo e avvolgente. Dopo dieci anni passati tra Milano e l’estero per studio e lavoro ha deciso di tornare qui, a casa, e dedicare i suoi sforzi per coinvolgere in queste emozioni piccoli gruppi di clienti esigenti e raffinati, che provengono da varie parti del mondo per assaporare lo stile della vita di villa.

Autenticità, esclusività ed emozione sono il punto di riferimento per ogni tipo di attività rivolta al pubblico, sia per chi visita Ca’ Marcello in forma privata, sia per coloro che desiderano passare un periodo di vacanza nell’appartamento della Barchessa dotato di molti comfort e piscina privata, sia infine per chi desidera organizzare un ricevimento nuziale riservato nel salone affrescato al piano nobile.
L’elemento distintivo di questa villa veneta è certamente la presenza della famiglia che, con le sue attenzioni e il grande amore per l’ospitalità, garantisce un’esperienza personale emozionante, facendo provare ai propri clienti il gusto profondo di sentirsi ospiti personali, partecipi della “civiltà di villa”.

Nell’ultimo anno sono stati ospiti di Ca’ Marcello, tra gli altri, il Premio Nobel per la fisica Arno Penzias, la “regina” dei cristalli Madame Swarovski e la famiglia dei magnati franco-americani Dupont.

Il Conte Vettor Marcello con la moglie Carlotta e i figli Jacopo e Niccolò all’ingresso della villa nel 1985

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