Giambattista Crosato

Un artista tra Veneto e Piemonte

Giambattista Crosato nacque nel 1697 probabilmente a Treviso e giovanissimo si trasferì a Venezia. La documentazione della sua attività giovanile è scarsa e incerta; probabilmente nel secondo decennio del Settecento si trovava a Bologna dove entrò in contatto con Giuseppe Maria Crespi e Pier Francesco Cittadini.

Prima del 1733 si recò a Torino, uno dei più vitali centri artistici dell’epoca, forse su invito di Filippo Juvarra, l’architetto che era stato incaricato da Vittorio Amedeo II di costruire la Palazzina di caccia a Stupinigi.
Il suo impegno nella città piemontese è documentato dai lavori eseguiti a Palazzo Reale e a Stupinigi, tra i quali il celeberrimo Sacrificio di Ifigenia nell’anticamera dell’appartamento della regina.

L’artista rientrò a Venezia nel 1735 per fare ritorno a Torino dopo il 1740 dove iniziò a cimentarsi anche con l’attività di scenografo. Nel 1742 lavorò alle scenografie del teatro di San Giovanni Crisostomo di Venezia mentre l’anno successivo era all’opera per quelle del melodramma Tito Manlio rappresentato al Teatro Regio di Torino.

La grande occasione: Ca’ Rezzonico

In quegli anni la sua bravura era sicuramente nota anche a Venezia ma nella città lagunare Crosato doveva confrontarsi con una concorrenza dura che non gli lasciava molti spazi.
Un’importante occasione arrivò verso la metà del secolo quando i Rezzonico gli affidarono la decorazione del salone da ballo del palazzo di famiglia a San Barnaba, che Giambattista Rezzonico, mercante e banchiere, aveva acquistato nel 1751, affidandone il completamento a Giorgio Massari.

Contemporaneamente alla conclusione dei lavori iniziò anche la decorazione dell’edificio, con l’intervento dei maggiori pittori allora attivi a Venezia: Giambattista Crosato, che realizzò gli affreschi del salone in collaborazione col quadraturista Pietro Visconti, Giambattista Tiepolo, Jacopo Guarana e Gaspare Diziani.

Le ultime opere che gli sono attribuite risalgono al 1755. L’anno seguente Giambattista Crosato fu nominato membro dell’Accademia veneziana, mentre il 15 luglio 1758 morì, dopo sei mesi di malattia, nella sua casa di San Marcuola a Venezia.

Crosato a Ca’ Marcello

Fu lo studioso russo Nicola Ivanoff nel 1951 ad attribuire su base stilistica il ciclo di affreschi di Ca’ Marcello a Giambattista Crosato.
Realizzata probabilmente intorno al 1753, la decorazione del salone da ballo fu commissionata dai marchesi Maruzzi, allora proprietari della villa.

Con tocchi di luce e colore riuscì a dare vita alle storie di Alessandro Magno e a regalarci un virtuosismo che costituisce uno dei vertici della pittura europea settecentesca.

Vedi gli affreschi di Ca' Marcello >

Bibliografia essenziale

Su Giambattista Crosato:

Giuseppe Fiocco, Risarcimento storico di Giambattista Crosato, “Atti del Reale Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti”, XCIV, 1934-1935, pp. 251-278

Giuseppe Fiocco, Giambattista Crosato, Padova 1944

Francesca D’Arcais, Crosato, Giovanni Battista, ad vocem, in Dizionario Biografico degli Italiani, 31, Roma 1985, pp. 238-241

Denis Ton, Giambattista Crosato, tesi di dottorato, Università degli Studi di Padova 2009