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Il parco secolare di Ca’ Marcello

Il giardino all’italiana

Il giardino anteriore è all’italiana, con la fontana arricchita dall’elemento statuario centrale, i giochi di fiori, prati, siepi e le altre statue mitologiche. Da qui si ha una visione completa del maestoso impianto della villa, con la facciata collegata alle ali porticate laterali (le ‘Barchesse’). Varie sono le piante da fiore del giardino, con fioriture alternate da Aprile a Ottobre (forsizia, magnolia, viburnio e maonia sono le essenze principali).

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Il parco all’inglese

Passeggiando nel vasto e rigoglioso parco all’inglese che si estende tutto intorno alla villa, tra lunghi viali di carpini, tigli e farnie, si incontrano alcune essenze molto rare per la loro longevità: i più meritevoli di nota sono un carpino e un liriodendro tricentenari, tra i più antichi del Veneto, un tiglio, un faggio rosso e un platano, anch’essi secolari e in ottima salute. Una piccola parte del parco è riservata ai fiori da taglio e al vivaio, che garantisce il rinnovamento continuo delle essenze.

Oltre al patrimonio botanico-naturalistico, la passeggiata porta il visitatore ad ammirare diverse architetture funzionali come una torre colombaia, una cappella gentilizia e un ampio specchio d’acqua, la ‘Peschiera’, che in origine costituiva la cava da cui furono estratte l’argilla e la sabbia per produrre i mattoni per costruire la villa, e in seguito fu riempita d’acqua per svolgere la funzione di allevamento ittico di casa.

Infine, alcune parti del parco sono a bosco, con alberi secolari e numerose statue raffiguranti animali e personaggi realistici o fiabeschi, tipici del gusto Rococò (curiose sono le serie ‘dei nani’ e ‘delle scimmie musicanti’).

Patrimonio botanico

Alberi secolari e fiori delle Ville Venete | Ca’ Marcello

Il rigoglioso parco storico di Ca’ Marcello, che si estende tutto intorno alla villa, ospita 32 essenze secolari, tra cui un carpino e un liriodendro tricentenari, tra i più antichi del Veneto.

Varie sono inoltre le piante da fiore nel giardino, con fioriture alternate da Aprile a Ottobre (forsizia, magnolia, salvia, ortensia e diverse specie antiche di rose sono le essenze principali).

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Indice delle essenze

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Alberi secolari

1. LIGUSTRO | Ligustrum lucidum – Oleaceae
2. PIOPPO CIPRESSINO | Populus nigra italica – Saliceae
3. TASSO | Taxus baccata – Taxaceae
4. TIGLIO | Tilia x europaea – Tiliaceae
5. PINO NERO | Pinus nigra – Pinaceae
6. MAGNOLIA SOLANGEANA | Magnolia soulangeana alba – Magnoliaceae
7. LAUROCERASO | Prunus laurocerasus – Rosaceae
8. CEDRO DEL GIAPPONE | Cryptomeria japonica – Taxodiaceae
9. BOSSO | Buxus sempervirens – Buxaceae
10. AILANTO | Ailanthus altissima – Simaroubaceae
11. CIPRESSO ARIZONICO | Cupressus arizonica – Cupressaceae
12. CARPINO | Carpinus Betulus – Betulaceae
13. ROBINIA | Robinia pseudoacacia – Leguminosae
14. FARNIA | Quercus robur – Fagaceae
15. TUIA | Thuja plicata – Cupressaceae
16. NOCCIOLO | Corylus avellana – Betulaceae
17. FAGGIO EUROPEO | Fagus sylvatica – Fagaceae
18. IPPOCASTANO COMUNE | Aesculus hippocastanum – Hippocastanaceae
19. PIOPPO BIANCO | Populus alba – Silicaceae
20. CIPRESSO | Cupressus sempervirens – Cupressaceae
21. OLMO CAMPESTRE | Ulmus minor – Ulmaceae
22. CEDRO DEODARA | Cedrus deodora – Pinaceae
23. FAGGIO PENDULO | Fagus sylvatica pendula – Fagaceae
24. MAGNOLIA | Magnolia grandiflora – Magnoliaceae
25. ACERO CAMPESTRE | Acer campestre – Aceraceae
26. IBISCO | Hibiscus syriacus – Malvaceae
27. PIOPPO NERO | Populus nigra – Silicaceae
28. LIQUIDAMBAR | Liquidambar styraciflua – Hamamelidaceae
29. FAGGIO ROSSO | Fagus sylvatica purpurea – Fagaceae
30. PLATANO | Platanus acerifolia – Platanaceae
31. LIRIODENDRO | Liriodendron tulipifera – Magnoliaceae
32. CASTAGNO | Castanea sativa – Fagaceae

Fiori

ACANTO | Acanthus L. – Acanthaceae
AGLIO DA FIORE | AlliumAmaryl – Liliaceae
BIANCOSPINO | Crataegus monogyna – Rosaceae
BUDDLEJA | Buddleja L. – Buddlejaceae
FORSIZIA | Forsythia viridissima- Oleaceae
FORSIZIA | Forsythia suspensa – Oleaceae
GAROFANO DEI POETI | Dianthus barbatus – Caryophyllaceae
GLICINE | Wisteria sinensis – Fabaceae
IPERICO | Hypericum perforatum – Clusiaceae
IRIS | Iris x barbata – Iridaceae
IRIS D’ACQUA | Iris pseudacorus – Iridaceae
IUCCA | Yucca – Agavaceae
KERRIA PLENIFLORA | Kerria Japonica Pleniflora – Rosaceae
LAGERSTROEMIA | Lagerstroemia indica – Lythraceae
LAVANDA | Lavandula L. – Lamiaceae
LIGUSTRO | Ligustrum sinense – Oleaceae
LIMONE | Citrus × limon – Rutaceae
MAGGIOCIONDOLO | Laburnum anagyroides – Fabaceae
MALVONE | Alcea rosea – Malvaceae
MELO DA FIORE | Malus sargentii – Rosaceae
MORELLA COMUNE | Solanum nigrum – Solanaceae
NARCISO | Narcissus L . – Amaryllidaceae
OLEANDRO | Nerium oleander L. – Apocynaceae
ORTENSIA | Hydrangea cinerea- Hydrangeaceae
ORTENSIA | Hydrangea macrophilla – Hydrangeaceae
PIRUS | Chaenomeles japonica – Rosaceae
PLUMBAGO | Plumbago L. – Plumbaginaceae
ROSA ALBA | Rosaceae
ROSA CANINA | Rosa canina L. – Rosaceae
ROSA DEL GIAPPONE | Kerria japonica – Rosaceae
ROSA ICEBERG | Rosaceae
ROSA PORTLAND | Rosaceae
RUDBECKIA | Rudbeckia L. – Asteraceae
SALVIA | Salvia splendens – Lamiaceae
SASSIFRAGA | Saxifragaceae
SETTEMBRINI | Aster – Compositae
SPIREA | Spiraea L. – Rosaceae
SURFINIA | Surfinia – Solanaceae
VERBENA | Verbena L. – Verbenaceae
VIBURNIO | Viburnum L. – Caprifoliaceae

Statue di Ca’ Marcello

Patrimonio lapideo delle Ville Venete | Ca’ Marcello

Immobili presenze durante il giorno, misteriose figure dopo il tramonto, le numerose statue in pietra tenera risalenti al XVIII e XIX secolo presenti nel parco storico di Ca’ Marcello, rappresentano personaggi appartenenti a diverse culture e tradizioni.

Passeggiando tra i lunghi viali del parco, si possono ammirare le serie ispirate alla mitologia greco-romana e alle quattro stagioni, quelle ‘grottesche’ e quelle neoclassiche.
Numerose poi anche le sculture decorative che arricchiscono il patrimonio lapideo di Ca’ Marcello.

Tema mitologico

Nelle statue di Ca’ Marcello prendono vita diversi miti antichi che ricordano virtù morali, vizi e amori impossibili, in un intreccio di storie affascinanti e personaggi immortali. A vegliare sull’ingresso si trova il forzuto Ercole, nel parco all’inglese s’incontra Diana, signora indiscussa delle selve, e nel giardino all’italiana ci sono quattro armoniose rappresentazioni mitologiche, da Apollo e Marsia a Zefiro e Flora.

Tema favolistico

Stravaganti figure sorprendono e divertono chi passeggia tra i tortuosi vialetti del parco romantico. Sono bizzarre presenze volute dal padrone di casa che desiderava seguire la moda del tempo: un gruppo di nani raffiguranti un nobiluomo settecentesco con la moglie e il loro seguito, e un’intera orchestra di scimmie pronte al loro concerto

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Tema allegorico

Le statue a tema allegorico presenti nel parco testimoniano i caratteri principali della villa, luogo legato all’agricoltura e sede di villeggiatura, in cui ci si dedicava anche alle maggiori arti. Ad accogliere gli ospiti ad uno degli ingressi troviamo infatti la scultura e la pittura mentre nel parco si ripresenta ben due volte il tema delle quattro stagioni.

Maschere veneziane

Completano il patrimonio lapideo del parco secolare di Ca’ Marcello le numerose maschere veneziane che rappresentano membri di corporazioni di arti e mestieri che si distinguevano per l’abbigliamento e gli accessori propri di ciascuna attività.

Architetture funzionali

I parchi delle Ville Venete | Ca’ Marcello

Il parco di Ca’ Marcello è un esempio eccellente di architettura del paesaggio tipico delle Ville Venete. La principale funzione di giardini, broli e parchi di villa era infatti la loro capacità di rendere autosufficiente la vita quotidiana all’interno della proprietà. Elementi architettonici come peschiere, torre colombaia, orti e frutteti permettevano di produrre e conservare cibo vario e fresco a portata di mano. Le barchesse, inconfondibili edifici porticati, contenevano infine i prodotti dell’agricoltura, vero motore della civiltà di Villa Veneta.

L’utilità era quindi alla base delle scelte progettuali, a cui l’estetica conferiva equilibrio complessivo e armonia con il corpo padronale prettamente abitativo.

Barchesse

Le barchesse sono un elemento architettonico che caratterizza quasi la totalità delle Ville Venete, affiancandone il corpo centrale oppure come edifici a sé stanti. Quelle di Ca’ Marcello sono notevoli strutture scandite da archi a tutto sesto che si sviluppano in avanti rispetto alla facciata della villa. Sono composte da diversi ambienti che erano legati alle attività agricole di un tempo, come il ‘mezzà’ (il centro di gestione e controllo dell’azienda agricola), la cantina (per la conservazione del vino e di strumenti per la lavorazione dell’uva e l’imbottigliamento) e i granai (importanti magazzini dove si conservava il raccolto effettuato dai contadini nei campi della proprietà).

La peschiera

Originariamente questo luogo costituiva la cava da cui si traevano la sabbia e l’argilla utili alla creazione dei materiali con cui fu costruita la casa. In seguito la cava fu riempita d’acqua grazie ad una falda e convertita in allevamento ittico, aiutando così a garantire l’autosussistenza della villa. Ancora oggi la peschiera è popolata da diverse specie di pesci, visibili passeggiando lungo le sue rive.

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Torre colombaia

La torre colombaia è una struttura della metà del XVI secolo, periodo di costruzione del nucleo originale della villa. Era utilizzata per l’allevamento dei colombi, un prelibato ingrediente delle ricette locali tradizionali ma anche un importante mezzo di comunicazione per la corrispondenza tra la terraferma e Venezia. Un’altra funzione della torre colombaia fu, tra il 1700 e il 1900, l’allevamento dei bachi per la produzione della seta necessaria per la realizzazione delle tende, delle lenzuola e di altri manufatti della villa.

Oratorio privato

L’oratorio privato, risalente la 1753 e dedicato alla Trasfigurazione di Gesù, ha una facciata che richiama quella villa, con semicolonne con capitello ionico e un timpano con cornice dentellata. L’edificio ospita le tombe di famiglia e accoglie ancora le celebrazioni principali dedicate ai Marcello.

Architettura

Architettura delle Ville Venete: Villa Maruzzi Marcello

Dal punto di vista architettonico Ca’ Marcello era in principio costituita da un corpo centrale in stile palladiano realizzato attorno al XVI secolo, successivamente completato alcuni decenni dopo da due barchesse laterali (ali porticate tipiche delle ville venete) separate da esso.

Non è possibile indicare con certezza il nome dell’architetto che la progettò, poiché tutto l’archivio contenente queste informazioni andò perduto nel 1920 in un incendio di un’altra villa Marcello che si trovava poco distante, nella quale era custodito.

Della struttura originaria rimane oggi intatta l’intera facciata posteriore, che un tempo era identica a quella anteriore. Nel ‘700 quando la villa fu trasformata in luogo di rappresentanza e villeggiatura, venne sovrapposta alla preesistente facciata anteriore quella attuale, con la creazione del fronte bugnato sormontato da grandi semicolonne a capitello ionico, collegando il corpo centrale alle barchesse con due logge sormontate da ampie terrazze adornate da statue.

L’esecuzione di questi interventi viene attribuita a Francesco Maria Preti attorno al 1750. Le grandi finestre del piano nobile, architravate, hanno cornice completa modanata e sormontata da un decoro a timpano, mentre la portafinestra centrale, archivoltata, ha lo stemma araldico della famiglia sopra la chiave di volta.

Osservando la facciata, sul timpano figura la statua romana di Marco Claudio Marcello, comandante imperiale vincitore di Annibale, da cui la famiglia riconosce l’origine leggendaria. Il risultato finale è un maestoso ma sobrio complesso, che costituisce uno tra i più limpidi esempi architettonici nel panorama delle Ville Venete con giardino storico.

Giambattista Crosato

Un artista tra Veneto e Piemonte

Giambattista Crosato nacque nel 1697 probabilmente a Treviso e giovanissimo si trasferì a Venezia. La documentazione della sua attività giovanile è scarsa e incerta; probabilmente nel secondo decennio del Settecento si trovava a Bologna dove entrò in contatto con Giuseppe Maria Crespi e Pier Francesco Cittadini.

Prima del 1733 si recò a Torino, uno dei più vitali centri artistici dell’epoca, forse su invito di Filippo Juvarra, l’architetto che era stato incaricato da Vittorio Amedeo II di costruire la Palazzina di caccia a Stupinigi.
Il suo impegno nella città piemontese è documentato dai lavori eseguiti a Palazzo Reale e a Stupinigi, tra i quali il celeberrimo Sacrificio di Ifigenia nell’anticamera dell’appartamento della regina.

L’artista rientrò a Venezia nel 1735 per fare ritorno a Torino dopo il 1740 dove iniziò a cimentarsi anche con l’attività di scenografo. Nel 1742 lavorò alle scenografie del teatro di San Giovanni Crisostomo di Venezia mentre l’anno successivo era all’opera per quelle del melodramma Tito Manlio rappresentato al Teatro Regio di Torino.

La grande occasione: Ca’ Rezzonico

In quegli anni la sua bravura era sicuramente nota anche a Venezia ma nella città lagunare Crosato doveva confrontarsi con una concorrenza dura che non gli lasciava molti spazi.
Un’importante occasione arrivò verso la metà del secolo quando i Rezzonico gli affidarono la decorazione del salone da ballo del palazzo di famiglia a San Barnaba, che Giambattista Rezzonico, mercante e banchiere, aveva acquistato nel 1751, affidandone il completamento a Giorgio Massari.

Contemporaneamente alla conclusione dei lavori iniziò anche la decorazione dell’edificio, con l’intervento dei maggiori pittori allora attivi a Venezia: Giambattista Crosato, che realizzò gli affreschi del salone in collaborazione col quadraturista Pietro Visconti, Giambattista Tiepolo, Jacopo Guarana e Gaspare Diziani.

Le ultime opere che gli sono attribuite risalgono al 1755. L’anno seguente Giambattista Crosato fu nominato membro dell’Accademia veneziana, mentre il 15 luglio 1758 morì, dopo sei mesi di malattia, nella sua casa di San Marcuola a Venezia.

Crosato a Ca’ Marcello

Fu lo studioso russo Nicola Ivanoff nel 1951 ad attribuire su base stilistica il ciclo di affreschi di Ca’ Marcello a Giambattista Crosato.
Realizzata probabilmente intorno al 1753, la decorazione del salone da ballo fu commissionata dai marchesi Maruzzi, allora proprietari della villa.

Con tocchi di luce e colore riuscì a dare vita alle storie di Alessandro Magno e a regalarci un virtuosismo che costituisce uno dei vertici della pittura europea settecentesca.

Vedi gli affreschi di Ca' Marcello >

Bibliografia essenziale

Su Giambattista Crosato:

Giuseppe Fiocco, Risarcimento storico di Giambattista Crosato, “Atti del Reale Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti”, XCIV, 1934-1935, pp. 251-278

Giuseppe Fiocco, Giambattista Crosato, Padova 1944

Francesca D’Arcais, Crosato, Giovanni Battista, ad vocem, in Dizionario Biografico degli Italiani, 31, Roma 1985, pp. 238-241

Denis Ton, Giambattista Crosato, tesi di dottorato, Università degli Studi di Padova 2009